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Quando fu consacrato sacerdote il 21 dicembre 1726, Alfonso aveva già le idee chiare: essere sacerdote per la povera gente che era immersa nella completa ignoranza religiosa nonostante la città di Napoli brulicasse di preti e abati. I rioni più popolari lo ebbero come missionario instancabile. I centri della malavita napoletana subirono l'influenza risanatrice della sua opera. C'era sempre molta gente intorno al suo confessionale, da dove molti ritornavano convertiti. Erano frequenti i casi di delinquenti che si ravvedevano, anzi divenivano i suoi migliori discepoli e collaboratori.

Pietro Barbarese e Luca Nardone ne furono i casi più clamorosi. Alfonso aveva cominciato ad adunare di sera presso alcune cappelle� della città ogni sorta di gente del popolo: scugnizzi, saponari, muratori, barbieri, falegnami ed altri. Qui li istruiva e li animava alla vita cristiana ed alla penitenza. Quei poveri erano felici di essere oggetto di tanta attenzione, il fervore di queste adunanze era salito alle stelle e molti si erano dati a vita penitente, forse troppo, tanto che Alfonso una sera dovette riprenderli per alcuni eccessi rigorosi.

In quei tempi difficili con le ventate rivoluzionarie che arrivavano anche a Napoli, il governo aveva sguinzagliato per le strade sbirri e spie ai quali queste adunanze apparvero assai sospette: tanto da denunciarle alla polizia. Anche alcuni sacerdoti della città osservarono di nascosto questo miscuglio di gente per cogliervi "eresie" da condannare.

La conclusione fu che Napoli vide ambedue le corti (ecclesiastica e civile ) intervenire contro queste "sette".



La stanza di San Alfonso

Santagata dei Goti


Ma Alfonso chiarì subito ogni equivoco col cardinale e col re. Anzi, capita la cosa, il cardinale diede particolare impulso a quest'opera. Ebbe così inizio l'opera delle "Cappelle Serotine", che divennero vere scuole popolari di dottrina cattolica e di apostolato familiare. Sin dal 1724 Alfonso si era iscritto alla missione di Propaganda, perchè sentiva impellente l'urgenza di evangelizzare. Le missioni al popolo furono lo strumento che lo portò a diretto contatto con la gente bisognosa di evangelizzazione. Predicò molte missioni con la Congregazione di Propaganda, poi scelse una strada ancora più dura.


Nel 1729 entrò come convittore nella Congregazione della Sacra Famiglia, detta dei Cinesi, fondata dal P. Matteo da Eboli.

La sedia dove San Alfonso
trascorse gli ultimi anni della sua vita




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